Anche quest’anno l’IC Cassola conferma e ribadisce la partecipazione al Progetto WeFree proposto dalla cooperativa di San Patrignano sulla prevenzione alle dipendenze. Rivolto ai ragazzi delle classi terze.
Nell’aula magna della scuola Leonardo da Vinci, 7 classi ,3H, 3I, 3M, 3A, 3L, 3G, per un totale di 145 alunni sono stati catturati per due ore all’interno di un racconto-laboratorio realizzato da Diego Capezzone di San Patrignano, Valentina Vitone dell’associazione Per mano, Monica Gocilli e Biagini Anna
Senza falsare la verità, mettendo a nudo le sue fragilità, accompagnando i ragazzi alla ricerca di soluzioni logiche che possono dare delle motivazioni alle scelte che hanno segnato la sua vita, Diego ha raccontato come è entrato in contatto con la droga e come questa ha segnato la sua esistenza. In un percorso a tappe, dove la storia si ferma per fare il punto sulle emozioni, sulle relazioni personali, sul contesto ambientale, sulle dinamiche che giocano nella costruzione della nostra autostima, si costruiscono diagrammi a torta per toccare con mano come le parole danno forma al nostro essere.
In tutto questo Diego accompagna i ragazzi nella consapevolezza che l’errore, il non chiedere aiuto, il mettere il piede in fallo, il rifugiarsi in soluzioni facili per annichilire il senso di frustrazione, paura, senso di inadeguatezza in cui spesso la vita in certi momenti ci impone di stare, devono esser affrontati e non bisogna MAI tirarsi indietro nel chiedere aiuto, perchè come ha raccontato con estrema semplicità, il mondo della droga fa tabula rasa di tutto ciò che siamo.
Dal momento che la storia è un intreccio continuo e costante di narrazioni ad ogni alunno è stato chiesto di proiettare su una serie di torte la propria vita, mettendo in evidenza ciò che stato solo due anni fa a partire da adesso, e ciò che si aspettano di essere tra dieci anni, perchè ciò che non deve mai venire meno è la visone di un sé all’interno di un progetto in divenire, fatto di persone che ci sostengono nel raggiungere i nostri obiettivi e che questo, se pur costellato da difficoltà non deve mai sporcarsi con dipendenze che, se pur gratificanti nell’immediato, interrompono ogni passo per raggiungere le nostre mete.
Grazie a Diego e all’associazione Per Mano, ed arrivederci al prossimo anno, convinti che una buona scuola parta sempre da una progettazione che offra esempi reali di una vita che sappia educare partendo da un’esperienza che sia un esempio ed un punto di riflessione, trasformando l’errore in un punto di forza per diventare grandi.
Elisa Favilli
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