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C’è un rumore sordo, ritmico, che per un’intera mattinata ha riempito lo Skate Park del Villaggio Scolastico di Cecina. Non è il solito frastuono della ricreazione, ma il battito di un progetto che unisce arte, sport e memoria: “Pingpongmania: Il dialogo prima di tutto”.
In un momento storico in cui il mondo fuori sembra parlare solo la lingua dei conflitti, 210 ragazzi delle sezioni G, L e M della scuola media “Leonardo Da Vinci” (Istituto Comprensivo “Carlo Cassola”) hanno deciso di capovolgere la narrazione. Come? Dipingendo a mano palline e racchette con i colori dell’arcobaleno della loro anima, trasformando un semplice attrezzo sportivo in un manifesto di umanità.
Dietro questa “invasione pacifica” di nove tavoli regolamentari c’è la visione del Professor Paolo Lumini, docente di Arte e Immagine, giunto alla sua ultima grande impresa prima del pensionamento.
“L’obiettivo era trasmettere l’umanità che si rafforza attraverso un dialogo sano e consapevole,” racconta il prof, commosso, mentre guarda i suoi ragazzi far girare “ventagli di racchette” colorate. “Siamo circondati da guerre. Imparare dalla storia, come la celebre ‘diplomazia del ping-pong’ che nel 1971 riavvicinò Stati Uniti e Cina, ci mostra che lo sport può essere il binario per diventare cittadini umani nel mondo”.
Un’intuizione che ha trovato la sponda perfetta nelle colleghe di Scienze Motorie, Paola Tardito e Giada Scardigli, capaci di connettere l’espressione artistica al movimento e al fair play. Un ringraziamento speciale va anche al Professor Franco Ceccanti, che ha sviluppato con dedizione il progetto federale “Racchette in classe” lavorando in sinergia con i docenti e a Pasquale Cerrone tecnico federale che per tutto il mese di maggio, ha lavorato con le classi. Perché il vero miracolo di questo progetto è la trasversalità: Arte, Educazione Fisica ed Educazione Civica che si fondono per dimostrare agli studenti che il sapere non è fatto di compartimenti stagni.
Mentre l’evento pulsa di energia, il pensiero si fa più intimo. Il Professor Lumini interrompe per un attimo il flusso dei ricordi per dedicarne uno, speciale e doloroso, alla collega di educazione fisica Michela Ramagli: “Sarebbe stata in prima linea. È sempre stata una persona capace di supportare, vivere e accettare ogni novità. Una spalla per tutti”.
La memoria storica e l’affetto profondo corrono anche lungo l’obiettivo di Giovanni Cavallini, che ha collaborato alla regia dei video sul ping pong dedicati al figlio Alessandro, attraverso l’associazione “Sui passi di Ale”. Un legame che trasforma la scuola in una grande famiglia allargata, dove il passato si specchia negli occhi del futuro.
Un successo organizzativo reso possibile dal lavoro collegiale di tutta la macchina scolastica, guidata con attenzione dalla Dirigente, la Dottoressa Valentina Barsacchi. Un ringraziamento altrettanto speciale va alla Vicepreside Daniela Gasperini, ai coordinatori di plesso Valeria Maria Castellani e Giacomo Bartoli, e a tutti i colleghi che hanno presidiato e sostenuto i ragazzi in questa giornata memorabile.
L’energia dell’evento ha richiamato allo Skate Park le massime autorità cittadine. Presenti sul campo la Sindaca Lia Burgalassi, l’Assessore alla Cultura e Istruzione Michele Bianchi, il Presidente del Consiglio Comunale Domenico Di Pietro e la Consigliera delegata alle Politiche Giovanili Emma Gaglio, che ha espresso grande entusiasmo per la capacità dei ragazzi di “abitare e animare gli spazi pubblici della città”, crescendo come cittadini consapevoli.
A stringere il cerchio intorno all’iniziativa anche il Consigliere Comunale e responsabile tecnico del Tennis Tavolo Costa degli Etruschi, Vincenzo Cerrone, che ha supportato l’intero mese di preparazione:
“Il Comune ha concesso con orgoglio il patrimonio,” ha spiegato Cerrone.
“Lo sport è il vero antidoto al disagio giovanile e il vaccino più potente contro il bullismo”.
Il progetto, riconosciuto ufficialmente anche dalla Federazione Italiana Tennis Tavolo (FITeT), che ha donato alla scuola un tavolo da gioco ufficiale, si chiude lasciando una scia di colore e una certezza: a Cecina, la pace ha fatto centro. O meglio, ha fatto punto.
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