Studenti della scuola secondaria di primo grado IC Cassola e degli istituti superiori a confronto con grandi esperti: Gherardo Colombo, il Cardinale Zuppi e la sfida del dialogo oltre la punizione.
Cosa significa davvero “fare giustizia” quando un compagno di classe ne prevarica un altro? È sufficiente una sospensione, o serve qualcosa di più profondo? A queste domande hanno cercato di dare risposta gli studenti delle classi terze medie, protagonisti di un incontro di alto profilo insieme a ragazzi delle scuole superiori e a quattro relatori d’eccezione.
L’evento, tenutosi lo scorso 10 febbraio, ha visto alternarsi voci autorevoli per scardinare i pregiudizi sul bullismo:
Gherardo Colombo (ex magistrato): Ha ricordato che la Costituzione è “uguale per tutti”, sottolineando che anche chi sbaglia non perde i propri diritti. Una lezione di civiltà che ha colpito il 64% degli studenti presenti.
Cardinale Matteo Zuppi: Ha parlato dell’importanza dell’altruismo, definendo il bullo come il “contrario di chi sa stare insieme agli altri”.
Roberto Cornelli (Docente): Ha puntato il dito sull’indifferenza che spesso avvolge questi episodi, lasciando soli sia le vittime che i carnefici.
Federica Brunelli (Mediatrice): Ha introdotto il concetto di “Scuola Riparativa”, un luogo dove il conflitto non viene solo punito, ma “riparato” attraverso l’incontro.
Durante il convegno, i ragazzi sono stati chiamati a esprimersi attraverso dei sondaggi in tempo reale. I risultati delineano una generazione che chiede meno severità cieca e più ascolto:
Solo il 21% degli studenti ritiene la sospensione lo strumento migliore.
Ben il 45% preferirebbe favorire un incontro tra bullo e vittima per chiarirsi.
La netta maggioranza (64%) concorda sul fatto che le regole debbano essere uguali per tutti, senza eccezioni vendicative.
Il cuore del dibattito è stata la proposta di trasformare le scuole in spazi “riparativi”. Non si tratta di eliminare le regole, ma di affiancare alla sanzione un percorso di mediazione. Come spiegato negli appunti dei ragazzi, la scuola riparativa è quella che ti dà la capacità di incontrarti. In queste scuole, mediatori formati (sia prof che studenti) aiutano a “riparare il legame” spezzato, senza necessariamente passare per la punizione fine a se stessa.
“Se succedono casini a scuola, le regole ci permettono di incontrarci e di fare pace fra noi”
Questa frase di un giovanissimo partecipante di 12 anni riassume lo spirito della giornata: la consapevolezza che punire e prevenire sono due cose diverse.
L’IC Cassola esce da questo incontro con una consapevolezza nuova: il bullismo si combatte non solo con i registri e le note, ma con il coraggio di guardarsi in faccia e ricostruire ciò che è stato rotto.
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